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Andiamo a teatro: Pirandello.

Andiamo a teatro: Pirandello.

Una nostra alunna di terza media ci racconta una mattinata a teatro:

 

“Il giorno giovedì 17 marzo io, la mia classe e l’altra terza media siamo stati accompagnati a teatro dai professori Podda e Civardi per assistere alla rappresentazione teatrale di due opere di Pirandello. Le due opere si intitolano “L’uomo dal fiore in bocca” e “La giara”. Queste due opere sono state scelte perché nel programma scolastico l’autore era l’argomento che stavamo studiando. Infatti prima della visita a teatro il nostro professore ha spiegato la biografia e il modo di scrivere di questo autore. Pirandello è un autore vissuto tra il 1800 ed il 1900, infatti è nato ad Agrigento nel 1867 ed è morto a Roma nel 1936. Quest’autore scriveva opere teatrali, romanzi e novelle: tra i testi letti in classe è presente “La patente”.

La prima opera teatrale a cui abbiamo assistito è stata “L’uomo dal fiore in bocca”. Quest’opera narra di un uomo malato di tumore che si trova in un bar presso una stazione ferroviaria e che incontra un altro uomo, che si trova lì perché ha appena perso il treno. I due uomini iniziano a parlare e l’uomo malato rivela di avere un tumore e quindi di avere a disposizione poco tempo per vivere. Successivamente i due uomini discutono sulla differenza tra la morte prevista e la morte imprevista e sui valori della vita, che possono essere visti in modo diverso se si sa che la propria morte è vicina.

La seconda opera è stata “La giara”. Il protagonista è Zirafa, un proprietario terriero che possiede un’enorme giara, a cui tiene molto, per contenere il suo olio. Un giorno, però, la giara si rompe in circostanze misteriose e quindi Zirafa decide di incaricare il conciabrocche Zi’ Dima per ripararla. Zi’ Dima dice di possedere una specie di colla miracolosa, in grado di riparare ogni oggetto. Zirafa non si fida del conciabrocche e gli dice di ripararla anche con dei fili di ferro. Per farlo Zi’ Dima entra nella giara e la ripara, ma, a causa del collo stretto dell’oggetto, non riesce ad uscire e rimane bloccato. Il conciabrocche dice a Zirafa di rompere la giara per farlo uscire, ma lui si rifiuta di romperla nuovamente. Zi’ Dima riesce perfino a farsi pagare per avere riparato la giara, ma il proprietario continua ad insistere dicendo di non voler rompere la giara. Zirafa chiama quindi il suo avvocato, che però dà ragione a Zi’ Dima. Il mattino seguente Zirafa si dispera e decide di dare un calcio alla giara, che rotola giù da una discesa e si rompe, liberando il conciabrocche.

Penso che queste due opere siano state interpretate molto bene dagli attori, senza dare problemi di comprensione della trama. L’opera che mi è piaciuta di più è stata “La giara”, perché ha una trama meno drammatica dell’altra opera e perché descrive una situazione abbastanza insolita, cioè quella di un uomo intrappolato in una giara.”

Chiara, 3A